La versione finale della deliberazione comunale sui Referendum…

Proponiamo qua la deliberazione comunale che questa sera verrà discussa (e approvata?) dal Consiglio comunale: proposta di modifica dell’art. 19 dello Statuto comunale e degli artt. 17 e 29 del Regolamento sugli istituti di partecipazione popolare.

Frankenstein

Alcune considerazioni in ordine sparso…

  • il Comune considera come “idonea forma di consultazione popolare” (prevista per modifiche allo Statuto dall’art. 101 dello Statuto stesso) mettere per una settimana sul suo sito una nota che ricorda che all’URP è possibile vedere una proposta di modifica dello Statuto ed eventualmente formulare delle osservazioni…
  • di 73 lettere di osservazione comunque depositate in Comune è stato fatto un riassunto in 9 punti schematizzati. Oltre ad una numerazione sbagliata, di questi punti due sono di fatto una ripetizione (perchè la “Commissione di Venezia” è la stessa cosa della “Commissione europea per la democrazia attraverso il diritto”), in un altro punto si riporta come osservazione che “si ritiene non vincolante per l’Amministrazione l’esito del referendum“, ma non si tratta di una opinione personale… c’è scritto sul Regolamento comunale che il Consiglio “si pronuncia sull’oggetto del referendum“!
  • delle uniche 3 osservazioni pervenute dalle Circoscrizioni, solo una è stata ritenuta valida. Ora, si può capire che l’osservazione della Circoscrizione Bondone a proposito degli scrutatori elettorali possa non rientrare nel merito della delibera, ma se viene accettata l’osservazione della Circoscrizione Piedicastello (prevedere il prolungamento del periodo per la raccolta delle sottoscrizioni da 90 giorni a 120 giorni) non si capisce perchè quella della Circoscrizione Sardagna non sia altrettanto valida (introdurre quorum zero per la validità dei referendum popolari e circoscrizionali, anziché il trenta per cento come proposto). In particolare le due osservazioni vengono definite “non pertinenti e contraddittorie rispetto all’attuale sistema di regole“. Ma scusate… è stato chiesto un parere proprio sulle modifiche proposte dal Comune, non era mica un ripasso delle regole attuali!
  • come nel caso della bocciatura della proposta popolare “Quorum Zero”, anche in questo caso tutto il “castello” si appoggia ad una nota del Servizio Servizi Demografici, che a quanto pare fornisce le pezze d’appoggio al Consiglio in queste faccende.
  • dopo tutte queste considerazioni l’unica differenza con la deliberazione che avevamo già presentato all’indomani della bocciatura della proposta popolare “Quorum Zero”, nel dicembre scorso, è la modifica dei tempi di raccolta, 120 giorni invece di 90… 4 fine settimana in più. E’ già qualcosa…
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